I Giovani temono la mancanza di lavoro pił della guerra
Pubblicata il: 19/01/2006
Indagine su 4000 studenti tra i 14 e i 15 anni aderenti al progetto 'Il quotidiano in classe'
E' la mancanza del lavoro e la ricerca di un'occupazione la prima delle preoccupazioni dei giovani italiani, tra i 14 e i 15 anni. Al secondo posto figurano lo smog e l'effetto serra. Guerra e politica invece sono qualcosa di molto lontano, all'ultimo posto nella classifica degli interessi delle nuove generazioni. E' questo il quadro che emerge da una ricerca condotta dall'Istituto Gfk Eurisko su un campione di 4.000 studenti in rappresentanza di un milione e 200 mila alunni aderenti al progetto 'Il quotidiano in classe' promosso dall'Osservatorio Permanente Giovani - Editori.
Per gli adolescenti italiani la preoccupazione principale per quanto riguarda il futuro è quella del mercato del lavoro (89%), seguita dalle tematiche ambientali (76%) e da famiglia, affetti e amicizie (75%). La guerra, in particolare quella in Iraq, invece preoccupa poco i ragazzi (appena il 50%). Fanalino di coda la politica: con solo il 15% di preferenze anche se - come sottolineato dal presidente di Eurisko Giuseppe Minoia - relativamente alla politica esistono ''atteggiamenti diversi tra i giovani che leggono e quelli che non leggono il giornale: i lettori sono più consapevoli ed anche più propensi ad andare a votare''. Tra quest'ultimi infatti il 70% esprimerà la propria preferenza elettorale e di questi il 44% si interessa abitualmente di politica, contro il 55% dei non lettori di cui solo il 19% dichiara di tenersi aggiornato sulle questioni del governo.
Per quanto riguarda il tema della guerra poi, in Iraq in particolare, l'interesse dei giovani verso il conflitto è debole. Più nello specifico, dalla ricerca emerge curiosità verso la guerra in Iraq, ma solo quando accadono episodi di particolare rilevanza per l'Italia (50%). Anche in questo caso, chi legge i quotidiani è più interessato ad approfondire i conflitti e in particolare i temi della scacchiera irachena (lettori interessati 70%, non lettori interessati 50%). Inoltre i lettori di quotidiani ritengono di avere idee più chiare sul conflitto in quanto sempre aggiornati (45% contro il 25% dei giovani non lettori).
Inoltre continua a crescere l'interesse verso il progetto 'Il quotidiano in classe', iniziato cinque anni fa dall'Osservatorio Permanente Giovani - Editori presieduto da Andrea Ceccherini. La maggioranza degli studenti infatti che partecipano all'iniziativa vorrebbe che fosse data ancora più importanza alla lettura dei giornali nelle scuole, facendo diventare la lettura del 'quotidiano in classe' materia obbligatoria (il 50% di loro).
FONTE - ADNKRONOS (18 gennaio 2006)