Le prestazioni occasionali accessorie
PRESTAZIONI OCCASIONALI DI TIPO ACCESSORIO RESE DA PARTICOLARI SOGGETTI
| La disciplina delle prestazioni occasionali accessorie mira, nelle intenzioni del Governo, a conseguire due finalità:
A questo proposito, l’INPS e l’INAIL stipuleranno una convenzione con il Ministero del Lavoro al fine di monitorare l’andamento delle prestazioni di carattere previdenziale e delle relative entrate contributive, derivanti dalle procedure di pagamento e incasso che sono state introdotte. Sarà compito del Ministero del lavoro, diciotto mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto predisporre, d’intesa con l’INPS e l’INAIL, una relazione sull’andamento del lavoro occasionale di tipo accessorio e riferirne in Parlamento.
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Definizione e campo di applicazione
La prestazione di lavoro accessorio è una attività lavorativa di natura meramente occasionale resa da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro o in procinto di uscirne.
Secondo il decreto attuativo, l’ambito di applicazione delle prestazioni di lavoro accessorio rientra in quello:
dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa la assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap;
dell'insegnamento privato supplementare;
dei piccoli lavori di giardinaggio, nonché di pulizia e manutenzione di edifici e monumenti;
della realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli;
della collaborazione con associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di solidarietà.
La durata complessiva di ogni attività di carattere accessorio non può superare i trenta giorni nel corso dell'anno solare.
Il compenso complessivo non può, in ogni caso, superare i 3 mila Euro.
Definizione della categoria dei prestatori di lavoro accessorio
Sono autorizzati a svolgere attività di lavoro accessorio:
i disoccupati da oltre un anno;
le casalinghe, gli studenti e i pensionati;
i disabili e i soggetti in comunità di recupero;
i lavoratori extracomunitari, regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro.
Per lo svolgimento di attività di lavoro accessorie è richiesta l’iscrizione in apposite liste presso i centri per l’impiego. Successivamente gli iscritti riceveranno, a proprie spese, una tessera magnetica dalla quale risulti la loro condizione
Disciplina del lavoro accessorio
Il decreto attuativo introduce una modalità di pagamento che prevede l’uso di buoni prepagati comprensivi sia della retribuzione sia dei contributi previdenziali.
I beneficiari della prestazione di lavoro accessorio potranno acquistare presso i rivenditori autorizzati (uffici postali, rivenditori di tabacchi….) uno o più carnet di buoni per il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio.
Il lavoratore potrà, successivamente, incassare i buoni presso enti o società concessionarie autorizzate ha erogare i pagamenti dietro presentazione dei buoni.
Ogni buono ha un valore nominale di 7,5 Euro e corrisponde ad una ora di lavoro.
Dei 7,5 Euro:
5,8 Euro (77,3 %) corrispondono al valore netto incassato dal lavoratore;
1 Euro (13,33%) corrisponde al valore dei contributi trattenuti a fini previdenziali;
0,5 Euro (6,66%) corrispondono al valore dei contributi trattenuti a fini assicurativi;
0,2 Euro (2,66%) corrispondono al rimborso spese trattenuto dall’ente o società concessionaria autorizzata ad erogare i pagamenti dietro presentazione dei buoni.